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Cosa Facciamo

Attualmente vantiamo la gestione di tre palestre scolastiche sul territorio di Roma, con oltre 100 allievi iscritti, prevalentemente bambini e ragazzi.

Il nostro Progetto

Premessa
Lo sport costituisce la più grande manifestazione di occupazione del tempo libero ed è un fenomeno distintivo della società contemporanea: è veicolo di cultura e mezzo di educazione fondamentale.
Il desiderio del giovane di divertirsi, di incontrare altri amici, migliorare il proprio aspetto fisico, avere successo, spinge il giovane a vivere l’esperienza dello sport, finalizzata alla ricerca di una propria identità e di una propria indipendenza.
Nonostante che la nostra società vi sia apertura allo sport, appare ancora del tutto insufficiente rispetto alla tendenza alla sedentarietà, purtroppo sempre più diffusa (televisione-computer).

Contesto e motivazioni
L’esigenza di strutturare un progetto riguardante lo sviluppo di attività sportive, nello specifico lo judo, nasce da un problema che è stato evidenziato nell’ambito della scuola di base, dove la poca capacità di attenzione mentale, combacia spesso con la molta esuberanza motoria.
I bambini d’età compresa tra i 4 e i 14 anni sono affamati di esperienze empiriche, con le quali misurarsi e misurare il proprio saper stare con gli altri.
Considerando che la scuola risponde solo in parte a tale bisogno, costatando che le parti sociali più deboli rimangano fuori del circuito formativo che riguarda lo sport, intendiamo continuare a dare corpo ad un progetto d’integrazione e sviluppo psico-fisico ai minori del territorio romano.
In quest’ottica lo judo ci sembra essere uno dei mezzi ideali per prevenire il disagio giovanile.
La nostra esperienza in questi anni con numerosi gruppi di ragazzi ci ha fatto ritenere opportuno continuare su questa strada, perché riteniamo che lo judo possa costituire, una nuova via (disciplina) di aggregazione dei giovani, dove i valori educativi dello sport (lo judo è uno sport tradizionale) abbiano un ruolo non solo nell’attività sportiva, ma anche al di fuori di essa, perseguendo come obiettivo il collegamento con una realtà quotidiana insidiosa, soprattutto per i ragazzi delle fasce sociali deboli.

Obiettivi
Dal punto di vista sportivo Lo judo si pratica insieme e non è un’attività individuale, anche se naturalmente l’apprendimento e l’atto creativo, sono strettamente personali.
Raggiungere un grado di abilità nel lottare, vuol dire capacità di elaborazione di una strategia di azione, cioè tenendo conto tutti i dati dell’esperienza (aspetto cognitivo), scegliere tra le molte la soluzione più originale ed efficace al momento (adattabilità); significa aver sviluppato una serie di pre-requisiti
sul piano psicomotorio, come la coordinazione dinamica, l’agilità, la destrezza, il senso del ritmo, dello spazio, l’equilibrio statico e dinamico, la velocità la rapidità, etc.
Significa inoltre aver sviluppato anche tutte le capacità condizionali, come risultato di un armonico sviluppo morfo – fisiologico che la pratica promuove.
Il risultato di questo lavoro sarà per noi soprattutto creare una squadra giovanile competitiva dal punto di vista agonistico, giacché i nostri ragazzi parteciperanno a gare e tornei FIJLKAM, CSI, CSEN, UISP, ecc.
Sul piano della socializzazione
Lo judo, basandosi su un contatto stretto tra i praticanti, fornisce la possibilità di reciproca conoscenza e coscienza della diversità dell’altro e del suo rispetto nonché nella consapevolezza che da soli non si arriva a molto, ma per progredire occorre essere insieme.
Sotto l’aspetto emotivo – affettivo, grazie al contatto con l’altro, si vincono molti complessi nei confronti del prossimo e molte incertezze e tensioni dovute a problemi educativi, ambientali e psicologici di vario tipo.
Da quanto espresso sinteticamente è possibile comprendere che i bambini di 4/14 anni, possono trovare in relazione alle diverse tappe di sviluppo che vivono, occasioni di crescita e quindi esperienze educative, dove per educazione si intende il risultato finale di un processo, cioè aggregazione con gli altri e, socializzazione con gli altri attraverso i veri valori dello sport.
Il confronto con i coetanei, educando la componente agonistica competitiva che appartiene ad ogni giovane, può essere è orientato dall’Insegnate Tecnico a strumento di crescita e di maturazione personale, oltre che ad un maggiore rispetto degli altri.

Finalità
Tramite il progetto si intendono raggiungere le seguenti finalità di tipo psicomotorio;
1. obiettivi di tipo coordinativo e condizionale:
equilibrio, coordinazione generale e segmentaria, orientamento nello spazio, consolidamento della lateralità e delle sensazioni propriocettive, velocità, resistenza, forza, ecc.
2. obiettivi di tipo relazionale:
socializzazione, moderazione dell’aggressività, superamento della timidezza, rispetto degli altri, ricerca della sicurezza e dell’autocontrollo.
3. “pianeta tatami”:
una delle principali peculiarità dello judo è la presenza della materassina o tatami.
Questa attrezzatura permette alcune esperienze motorie esclusive come il cadere lo strisciare e il rotolare.
La presenza di questa superficie di lavoro inoltre, infondendo sicurezza, predispone gli allievi nelle condizioni psicologiche ottimali per determinati tipi di apprendimenti.

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